
In Bundesliga il Mainz ha perso sette delle prime dieci partite della stagione 2025-26. Ma la batosta più severa gliel’ha rifilata nuovamente il suo ex giocatore Anwar El Ghazi. Il club tedesco ha infatti perso un ricorso in tribunale contro una sentenza per licenziamento illegittimo da parte dell’ala olandese, che attualmente gioca nell’Al-Sailiya in Qatar.
Nel novembre 2023 il Mainz aveva licenziato l’ex punta di Ajax, Lille, Aston Villa, Everton, Psv Eindhoven e Cardiff, per aver espresso solidarietà alla Palestina anziché a Israele, con un post del 17 ottobre sui social media che comprendeva la frase “from the river to the sea”, chiaro riferimento ai territori della Palestina illegalmente occupati da Israele.
Una posizione personale intollerabile per il club, allineato sulle posizioni del governo tedesco e della totalità delle istituzioni calcistiche mondiali di sostegno alla causa israeliana. In un quadro del genere, l’isolato commento di El Ghazi ha rappresentato subito un caso, vista la pavidità mostrata dalla quasi totalità dei suoi colleghi calciatori, ben attenti a conformarsi ai voleri di sponsor e club.
Quel licenziamento, nel luglio 2024, è stato dichiarato illegittimo in primo grado da un tribunale tedesco, che ha stabilito che le dichiarazioni del giocatore rientravano nell’ambito della libertà di espressione. Dopo quella sentenza El Ghazi ha promesso 500mila euro della sua liquidazione dal club per “finanziare progetti per i bambini di Gaza” colpiti dal conflitto: “Dopo aver ricevuto oggi un pagamento sostanziale dal Mainz, vorrei chiarire che la mia battaglia legale con il Mainz non ha mai riguardato, per me, il denaro. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare il Mainz per due cose. In primo luogo, per il sostanziale risarcimento finanziario, 500mila euro dei quali saranno utilizzati per finanziare progetti a favore dei bambini di Gaza. Spero che il Mainz, nonostante i ripetuti tentativi falliti di evitare di effettuare il pagamento dovuto, tragga conforto dalla consapevolezza di aver contribuito finanziariamente, attraverso di me, a rendere la vita un po’ più sopportabile per i bambini di Gaza. In secondo luogo, per aver cercato di zittirmi, rendendo la mia voce ancora più forte per gli oppressi e i senza voce di Gaza”.
Messaggio che non ha certo spinto il Mainz a ritornare sui suoi passi, tutt’altro. Il club tedesco ha presentato ricorso ma questa settimana il Tribunale del lavoro della Renania-Palatinato ha confermato la condanna iniziale. Anche stavolta la punta olandese ha commentato la sentenza sui social: “Un altro giorno, un’altra udienza, un altro ricorso, ma sempre lo stesso risultato: una sconfitta per l’FSV Mainz 05. Le sconfitte regolari sul campo da calcio chiaramente non bastano al consiglio di amministrazione del club, che continua a tornare per subire altre sconfitte nei tribunali tedeschi! Sono grato ai tribunali tedeschi per aver fatto giustizia e aver smascherato le accuse infondate e assurde del club. Vorrei essere chiaro: la dichiarazione dei perdenti seriali dell’Fsv Mainz 05, dopo la loro ultima sconfitta, è delirante quanto tutte le loro azioni e procedimenti contro di me. Non ho mai avuto, né avrò mai, alcun consenso con persone o organizzazioni che cercano di mettere a tacere coloro che difendono la giustizia e l’umanità. I miei valori non potranno mai allinearsi con quelli di un’organizzazione i cui valori e convinzioni consistono nel sostenere ciecamente coloro che sono accusati di violare palesemente il diritto internazionale e di perpetrare genocidi. Nessuno è al di sopra della legge. Che questa ultima vittoria invii un messaggio forte e chiaro ai guerrafondai, ai loro complici e agli illusi membri del consiglio di amministrazione dell’Fsv Mainz 05: non potete e non riuscirete a mettere a tacere le voci dei palestinesi e dei loro sostenitori. Viva Palestina!!!”. LECHAMPIONS EUROPA
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